Israel Philharmonic Orchestra
Lahav Shani, pianoforte e direzione
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Tzvi Avni
Prayer per orchestra d'archi
Modest Musorgskij
Preludio dell'opera Chovanščina
Dmitrij Šostakovič
Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in fa maggiore, op. 102
Petr Il’ič Čajkovskij
Sinfonia n. 5 mi minore, op. 64
Dopo il concerto del 2022 sul podio della Rotterdam Philharmonic Orchestra, grande attesa per il ritorno a Lugano del direttore israeliano Lahav Shani, che sceglie un programma affascinante e sorprendente, capace di esaltare al meglio tutti i colori dell’anima russa.
Shani, in questa occasione, dirigerà la Israel Philharmonic Orchestra, che dalla stagione 2020-2021 lo ha voluto come suo nuovo direttore musicale, dopo 50 anni sotto la guida del grande Zubin Mehta. La compagine con sede a Tel Aviv – nata da un sogno del violinista Bronisław Huberman e che a breve festeggerà 90 anni di attività – ha visto crescere fin da ragazzo il talento di Shani. Contrabbassista e pianista, Shani (classe 1989) proprio tra le file della IPO ha maturato la decisione di intraprendere la carriera di direttore d’orchestra, che lo ha portato negli anni a diventare una delle più richieste e acclamate bacchette della nuova generazione. Per la Warner Classics ha già inciso alcuni capolavori del vasto catalogo musicale russo, da Čajkovskij a Šostakovič. Di quest’ultimo, nella doppia veste di direttore e pianista, presenta ora il travolgente Concerto n. 2, pagina di zampillante freschezza dedicate al figlio, studente di pianoforte. A incorniciarlo, nel programma, il Preludio dall’opera Chovanščina di Musorgskij e la Sinfonia n. 5 di Čajkovskij.
Inizio della serata alle ore 20:00, il concerto sarà preceduto da una testimonianza del professor Professor Ivan Lefkovits, eminente scienziato e sopravvissuto alla Shoah, noto per il suo instancabile impegno nella conservazione della memoria dell'Olocausto.
Durata
30' prima parte
20' intervallo
50' seconda parte
In collaborazione con
ASI Ticino – Associazione Svizzera Israele
Il Professor Ivan Lefkovits è un eminente scienziato e sopravvissuto alla Shoah, noto per il suo instancabile impegno nella conservazione della memoria dell'Olocausto. Con un solido background nella ricerca medica e biologica, Lefkovits ha ottenuto riconoscimenti internazionali per il suo contributo alla scienza. La sua duplice eredità, come scienziato e testimone, offre una prospettiva unica: attraverso il rigore della scienza e la forza della memoria storica, lavora per sensibilizzare le nuove generazioni sull'importanza del rispetto, della tolleranza e della lotta contro l'antisemitismo. È stato protagonista dell’esposizione "The Last Swiss Holocaust Survivors" (Gli ultimi sopravvissuti svizzeri all’Olocausto), dove ha condiviso le sue esperienze per educare le future generazioni sugli orrori dell'Olocausto.