La compagnia di teatro popolare Stivalaccio Teatro rilegge uno dei canovacci più rappresentati nella Parigi dei primi del Settecento: Il muto per spavento rappresenta un grande omaggio alla Commedia dell’Arte e all’abilità tutta italiana del fare di necessità virtù.
Arlecchino muto per spavento
Stivalaccio Teatro / Marco Zoppello
2h20’
2h20’ più intervallo
Arlecchino muto per spavento
Stivalaccio Teatro / Marco Zoppello
2h20’
2h20’ più intervallo
1716. Dopo circa quindici anni di esilio forzato, i Comici Italiani tornano finalmente a essere protagonisti del teatro parigino. Luigi Riccoboni in arte Lelio, capocomico della compagnia, si circonda dei migliori interpreti dello stivale, tra cui, per la prima volta in Francia, l’Arlecchino vicentino Tommaso Visentini (nomen omen), pronto a sostituire lo scomparso e amato Evaristo Gherardi. Ma Visentini non parlava la lingua francese, mancanza imperdonabile per il pubblico della capitale, ed è qui che emerge il genio di Riccoboni nell’inventare un originale canovaccio in cui il servo bergamasco diviene muto... per spavento.
Uno spettacolo in cui gioco, invenzione, amore, paura e dramma si mescolano tra le smorfie inamovibili delle maschere, e in cui gli intrecci si ingarbugliano sull’equivoco e lentamente si dipanano tra le dita dei personaggi.
Un Arlecchino originale sia per la scelta del canovaccio inedito sia per la volontà di riportare alla ribalta, dopo almeno vent’anni di silenzio, la Commedia dell’Arte con il suo “repertorio” di strumenti del mestiere, come la recitazione, il canto, la danza, il combattimento scenico, i lazzi e l’improvvisazione.
Sponsor stagione prosa
soggetto originale e regia
Marco Zoppello
con (in ordine alfabetico)
Sara Allevi, Marie Coutance, Matteo Cremon, Anna De Franceschi, Michele Mori, Stefano Rota, Pierdomenico Simone, Maria Luisa Zaltron, Marco Zoppello
scene
Alberto Nonnato
costumi
Licia Lucchese
disegno luci
Matteo Pozzobon, Paolo Pollo Rodighiero
maschere
Stefano Perocco di Meduna
consulenza musicale
Ilaria Fantin
trucco e parrucco
Carolina Cubria
duelli
Massimiliano Cutrera
assistente alla regia
Francesca Botti
assistente mascheraia
Tullia Dalle Carbonare
produzione
Stivalaccio Teatro, TSV – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Stabile di Verona
con il sostegno della
Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza e della Fondazione Teatro Civico di Schio